Importanza dell’integrazione durante l’allattamento

Importanza dell’integrazione durante l’allattamento

Il periodo dell’allattamento costituisce un momento delicato durante il quale si instaura un passaggio d’informazioni biochimiche da madre a figlio, utili per la crescita del bambino.


La ricerca scientifica degli ultimi 5 anni sottolinea che i primi 1000 giorni di vita del lattante sono cruciali per la prevenzione in età adulta. Durante questi giorni la mamma produce una media di 850 ml di latte al di, pari a 550 kcal (circa un’ora di nuoto a ritmo sostenuto). Per questo motivo è importante che la donna adotti delle corrette abitudini di vita ed alimentari che la sostengano efficacemente in allattamento. È fondamentale che ci sia un’idonea e guidata integrazione nutraceutica in modo da avere un equilibrio psicofisico ottimale per affrontare questo delicato e felice momento.

 

Il periodo dell’allattamento: momento di “comunicazione fisiologica” tra mamma e bambino

Dopo il parto, affinché ci sia la produzione del latte, avviene la riduzione del livello di estrogeni e di progesterone.
Di contro vi è l’aumento della prolattina, che stimola le cellule dell’alveolo mammario a produrre prima il colostro e poi il latte. Immediatamente dopo interviene l’ossitocina, che agisce sulle cellule mioepiteliali alveolari che contraendosi spingono il latte verso il capezzolo (riflesso ossitocinico).
L’ossitocina è quindi l’ormone “dell’amore materno” in quanto è prodotta in maggiore quantità a seguito di stimoli visivi, tattili, uditivi, psicologici associati al bambino.

 

Composizione del latte materno

Il latte materno, secondo l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità), rappresenta il “gold standard” dell’alimentazione infantile neonatale. In esso troviamo tutte le sostanze indispensabili per la crescita dei primi mesi:

  • Carboidrati (prevalentemente lattosio)
  • Proteine
  • Grassi
  • Acidi grassi saturi/polinsauturi/monoinsaturi
  • Colesterolo
  • Vitame A/ C/ D
  • Cobalamina
  • Oligoelementi come Calcio/ Magnesio/ Potassio/ Sodio

Troviamo anche componenti funzionali:

  • Anticorpi per la protezione dalle malattie
  • Ormoni che favoriscono il legame materno e regolano l’appetito
  • Cellule staminali che sostengono lo sviluppo e la riparazione di organi
  • Globuli bianchi che combattono le infezioni
  • Batteri benefici che proteggono il sistema digestivo del bambino
  • Prebiotici chiamati oligosaccaridi che promuovono la salute dell’intestino
  • Enzimi che sostengono il sistema digestivo e quello immunitario in fase di formazione
  • Nucleotidi e ormoni che favoriscono lo sviluppo di un regolare ritmo sonno-veglia

 

L’ alimentazione della donna in allattamento

L’85% del latte materno è costituito da acqua.  La donna dovrà incrementare quindi la quantità assunta di liquidi durante la giornata soprattutto pre e immediatamente post poppata.

Sarebbe importante che l’acqua assunta abbia un alto contenuto di calcio, per la perdita di quello endogeno tramite il latte. Durante l’allattamento esclusivo, le proteine vanno aumentate di circa18/ 21 gr nell’alimentazione giornaliera della donna, fino a che il latte materno rappresenta la parte sostanziale della dieta del bambino.
Un introito proteico insufficiente andrebbe ad accendere un meccanismo compensativo atto a conservare la massa magra andando a intaccare la composizione proteica del latte materno.
Sarebbe bene prediligere le proteine nobili provenienti dal mare, introducendo soprattutto una certa varietà di pesce, (es. pesce azzurro). In questo modo si facilita l’assunzione di iodio, il micronutriente importante per il funzionamento tiroideo di mamma e bambino.

Con un aumento del consumo di pesce si incentiva l’assunzione di DHA ed EPA, ovvero acidi grassi polinsaturi importanti per lo sviluppo celebrale. E’ fondamentale anche introdurre molti dei micronutrienti presenti nel latte con l’alimentazione e l’integrazione nutraceutica, poiché vengono trasferiti dalla mamma al bambino.
Questi sono importanti in quanto intervengono nello svolgimento delle funzioni metaboliche, ormonali e di sintesi. (es. ferro, calcio, zinco, selenio, fosforo, rame, iodio, fluoro. etc.)

 

Importanza di alcuni componenti strutturali del latte materno: micronutrienti e vitamine

Ferro
L’OMS e la FAO supportano l’importanza di una integrazione di ferro durante l’allattamento, in quanto arricchisce il latte materno giornalmente in una quantità che varia da 500 a 1000 mg die.
E ‘ anche raccomandato per compensare l’amenorrea e le eventuali carenze alimentari.
Si raccomanda quindi di passare da circa 11 mg al giorno a 18 mg / die soprattutto dopo la ripresa delle mestruazioni.
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Calcio
Calcio è fondamentale per raggiungere il picco di massa ossea nei primi anni di vita.
Il calcio è essenziale per lo sviluppo osseo neonatale, ma anche per il mantenimento di una giusta densità ossea nella mamma.Il fabbisogno aumenta durante l’allattamento, a causa della mobilizzazione dallo scheletro materno. La quantità giornaliera di calcio secreto nel latte materno è variabile (da 150 a 300 mg / die).
Una sua assunzione nella dieta inferiore a 300 mg / die porta ad una carenza durante questo delicato periodo.
È importante quindi reintegrare giornalmente.
Dopo lo svezzamento, grazie anche al recupero delle funzioni ormonali cicliche e soprattutto quella ovarica, le riserve di calcio vengono ripristinate.

Fosforo
Il Fosforo contribuisce all’assorbimento del calcio nell’ intestino (il rapporto è 1 atomo di fosforo ogni 2,5 di calcio), rafforza il potere rigenerativo delle cellule ed è fondamentale alla formazione ossea, nella produzione di energia e durante la crescita del piccolo. Il fosforo favorisce l’utilizzo delle vitamine da parte del corpo.
Una carenza di fosforo si traduce in demineralizzazione ossea, ritardo e alterazione nello sviluppo, disturbi cardiaci e neurologici. Un eccesso invece provoca uno squilibrio nell’assimilazione del calcio.
L’Oms raccomanda l’assunzione di 1200 mg durante l’allattamento, contro gli 800 mg durante il resto della vita adulta. L’assorbimento e l’accumulazione del fosforo è favorito da calcio, vitamina A e D.

Iodio
Iodio la carenza di iodio può portare a disturbi neurologici e ritardo dello sviluppo neurologico post natale.

Fluoro
Fluoro risulta importante soprattutto per lo sviluppo successivo dei denti nel lattante.

Zinco e rame
Zinco e Rame i Larn di zinco durante l’allattamento è di 12 mg die. Lo zinco supporta il funzionamento del sistema immunitario ed insieme alla vitamina A gioca un ruolo importante nella sua modulazione. È un micronutriente indispensabile all’organismo, poiché agisce direttamente su una grande varietà di cellule immunitarie, contribuendo così allo sviluppo delle difese naturali del piccolo. Il rame invece favorisce l’assorbimento del ferro al livello intestinale e interviene nella modulazione della funzione tiroidea.

Vitamine

Acido folico (vit b9 o folacina)
I Larn dell’acido folico per le donne in allattamento sale a 350-400 ɥg die ovvero un aumento circa del 25% al giorno [10]. I folati svolgono un ruolo cruciale in molte reazioni metaboliche come la biosintesi di DNA e RNA, la metilazione dell’omocisteina in metionina e il metabolismo degli aminoacidi.
Livelli dietetici inadeguati possono causare anemia, leucopenia e trombocitopenia.
La loro biodisponibilità e la capacità di assorbimento dipendono dalla presenza negli alimenti di antinutrienti (es. fumonisina, micotossina di una specie di funghi contaminanti alcuni cereali crudi).
Le concentrazioni di folati nel latte materno aumentano progressivamente dal colostro al latte maturo, raggiungendo livelli molto più alti di quelli misurati nel plasma materno.

Vitamina D
Il termine vitamina D comprende le due principali specie molecolari che condividono l’attività vitaminica: colecalciferolo (vitamina D3, derivata dal colesterolo e sintetizzato dagli organismi animali) ed ergocalciferolo (vitamina D2, presente nelle verdure e ortaggi). I livelli circolanti di vitamina D sono influenzati solo in parte dalle assunzioni dietetiche. Alte quantità di vitamina D sono contenute nell’olio di fegato di merluzzo e nei pesci grassi come l’aringa e il salmone ed il pesce azzurro mediterraneo, ma si trova anche in uova, burro, formaggi.
La sintesi endogena della vitamina D richiede l’esposizione alle radiazioni ultraviolette ad una certa frequenza. Ecco perché il picco della sintesi della vitamina D endogena cambia nelle diverse latitudini geografiche e in diversi orari del giorno. Per questo motivo la quantità di vit D presente nel latte materno può non essere sufficiente per la prevenzione dei deficit nel primo anno di vita e bisogna ricorrere ad un’integrazione esogena.

Vitamina A
Durante l’allattamento la donna presenta un maggior bisogno di vitamina A (Larn 950 ɥg die). Essa può essere assunta come tale con alimenti di origine animale (retinolo) o come provitamina (carotenoide) in alimenti di origine vegetale. Il colostro ne contiene grandi quantità (ecco perché la mamma deve integrarla) e da al lattante la possibilità di modulare il sistema immunitario.

Vitamina C
La quantità di vitamina c nel latte non supera mai a 150 μg/ml. La sua percentuale dipende dal tipo di alimentazione della mamma. Nel caso in cui non ci fosse un adeguato apporto tramite il cibo, si può sempre passare ad un’implementazione tramite integrazione nutraceutica. La sua presenza, concentrazione e biodisponibilità è importante per l’assorbimento al livello intestinale del ferro non-eme. La sua importanza è anche legata agli effetti antiossidanti e rigeneranti.

Vitamine del gruppo b (b1 – tiamina; b2-riboflavina; b12-cianocobalammina)
La concentrazione delle vitamine b1 e b2 nel latte aumenta con l’integrazione alimentare e nutraceutica.
Esse sono molto importanti per il benessere del bambino ed hanno molteplici funzioni (interagiscono con lo sviluppo del sistema nervoso e del fegato, hanno ruolo fondamentale nel benessere dell’occhio, intervengono nella formazione e la crescita dei capelli e delle unghie, inducono la rigenerazione dell’epidermide, supportano le difese immunitarie, intervengono nella regolazione del metabolismo energetico.)

Sempre più spesso si ricorre all’integrazione di queste vitamine tramite nutraceutici in quanto, pur essendo molto diffuse negli alimenti, il metodo di cottura o/e quello di conservazione dei cibi ne altera il contenuto vitaminico.
La vitamina B12 nello specifico rientra anche nella formazione delle cellule del sangue.
Il colostro secreto nelle prime 48 h presenta un’alta concentrazione di questa vitamina.

 

Benefici del latte materno

L’alimentazione della mamma o la sua “malnutrizione” non apporta grandi cambiamenti sulla composizione del latte ma porta delle modifiche sostanziali sul microbioma presente favorendo la proliferazione di alcuni ceppi batterici alterando cosi la colonizzazione dei vari tratti intestinali del lattante. [12]

Questo andrà a compromettere l’equilibrio del sistema immunitario e la salute del bambino.

I bambini allattati al seno almeno per sei mesi sono più resistenti alle infezioni del tratto respiratorio e digerente, hanno una minore incidenza di otiti medie e presentano meno malattie croniche infiammatorie come la celiachia.

Una corretta alimentazione e integrazione è fondamentale anche per la salute dell’adulto che il bambino sarà. (l’allattamento al seno infatti si associa anche a un minore rischio di sviluppare diabete di tipo 2, ipertensione, ipercolesterolemia, alcuni tipi di tumore, osteoporosi)

 

Dispendio energetico e metabolismo della donna durante l’allattamento

L’allattamento comporta un certo dispendio energetico e di risorse da parte della mamma. Sin dai primi momenti la donna fornisce al suo bambino circa 500/600 gr di latte al giorno. Questa quantità arriverà velocemente a circa 900 gr totali giornalieri.

Il dispendio energetico per produrre questa quantità di latte arriva a circa 700 kcal/ die. La spesa energetica per la produzione del latte nei primi 4 mesi equivale alla spesa energetica di tutta la gravidanza. In una situazione di benessere, questi consumi non portano a nessuno squilibrio, ma ad un incremento inevitabile degli introiti calorici stando attenti soprattutto alla qualità del cibo.

In altri casi (madri estremamente giovani, disturbi alimentari, regimi alimentari carenziali, gravidanze gemellari, gravidanze ravvicinate, fumatrici etc.) è necessaria un’integrazione nutraceutica che assicuri il giusto apporto vitaminico e di elementi funzionali per assicurare il benessere della mamma e del bambino.

 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

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1. Adair LS Conseguenze a lungo termine dell’alimentazione e della crescita nella prima infanzia e possibili interventi preventivi. Nestlé Nutr. Inst. Workshop Ser. 2014; 78: 111–120. [ PubMed]

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