Celebre nelle tradizioni erboristiche, la Galega Officinalis appartiene alla famiglia delle leguminose e fa parte di quelle piante medicinali sin dall’antichità considerate galattogene dalla medicina tradizionale. I galattogoghi naturali sono delle sostanze ritenute di aiuto nell’inizio, nel mantenimento o nell’aumento della produzione materna di latte per garantire al neonato un’alimentazione più sana e completa.

Galega: proprietà per l’allattamento

La Galega, dal greco “gala achei”, ovvero “apportatrice di latte” è considerata per eccellenza “l’erba sacra” delle mamme per il suo forte potere galattogeno. Poiché la scarsa produzione di latte rappresenta una delle ragioni più frequenti che induce ad interrompere l’allattamento al seno, sia le madri che i medici si sono rivolti a rimedi esterni per risolvere questo problema. Spesso gli interventi farmacologici possono essere associati a un rischio percepito di effetti avversi e quindi molte madri preferiscono fare affidamento su rimedi erboristici naturali.

Già nota nel Rinascimento e nella tradizione popolare, l’azione galattagoga della galega sarebbe stata scoperta alla fine dell’Ottocento da Jean-Jacques-Julien Gillet-Damitte che pubblicò uno studio in cui dimostrò come la somministrazione di galega nelle vacche da latte ne aumentasse la produzione dal 35% al 50% in più.

Tra i diversi rimedi naturali attualmente impiegati, la Galega Officinalis è emersa come uno di quelli sostenuti dalle prove più forti. In particolare, la galega sembra svolgere un’azione estrogenica naturale grazie al suo contenuto di flavonoidi e, in accordo con il medico curante, la sua assunzione può essere usata durante la fase di allattamento per favorire la montata lattea.

Gli effetti della galega sulla produzione di latte materno sono stati infatti indagati in vari studi. Uno studio su un integratore a base di galega, vitamine e altre sostanze testato su un ampio campione di donne italiane ha infatti mostrato come su due terzi di loro la produzione di latte sia stata notevolmente migliorata con l’utilizzo del prodotto durante l’allattamento.

Ulteriori studi clinici sono stati effettuati anche in madri di bambini pretermine ( situazione in cui emergono spesso alti tassi di difficoltà nell’allattamento al seno) durante il primo mese dopo il parto. Le somministrazioni di miscele di Galega e altre sostanze hanno aumentato la produzione di latte nelle madri di bambini pretermine raggiungendo l’obiettivo di fornitura di latte di 200 ml/giorno senza effetti collaterali significativi.

A cosa serve la galega?

Oltre alle sue proprietà galattogene, la galega presenta anche altre azioni fisiologiche sul nostro organismo tra cui l’effetto diuretico che può rappresentare un aiuto per l’eliminazione delle tossine e svolgere un’azione depurativa sul fegato e sui reni. Tra le sue qualità ha la capacità di contrastare la produzione di gas intestinali riducendo anche nel lattante la possibilità che soffra di coliche neonatali.

Come assumere galega?

La Galega è disponibile in integratori appositamente formulati per massimizzare gli effetti galattogeni  dell’ erba. In commercio è disponile anche sotto forma di tintura madre e integratori.

Che controindicazioni ha la galega?

La Galega è una pianta a bassa tossicità e non possiede controindicazioni, eccetto in caso di ipersensibilità individuale, se assunta alle dosi consigliate e per periodi brevi. Si consiglia quindi di rivolgersi al proprio medico di fiducia prima dell’assunzione.

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Similk è un integratore alimentare  studiato specificamente per supportare il fabbisogno nutrizionale della donna che allatta. La sua particolare formula bilanciata in vitamine, minerali, Cardo Mariano e Galega officinalis, fornisce un valido aiuto al metabolismo materno.

 

BIBLIOGRAFIA

Benigni, C. Capra e P.F.Cattorini – Piante Medicinali – Chimica, Farmacologia e Terapia

The Academy of Breastfeeding Medicine, Protocollo n°9 Uso di Galattogoghi per favorire l’inizio o l’aumento della produzione materna di latte, 2004

Marzell, H., Wörterbuch der Deutschen Planzennamen, Liefrung 13, Leipzig. 1954

Jean-Jacques-Julien Gillet-Damitte, Le galéga, nouveau fourrage, sa culture, son usage et son profit. Date de l’édition originale : 1869

Silvia Salatino , Luca Giacomelli , Ilaria Carnevali , Erika Giacomelli –  The role of natural galactagogues during breast feeding: focus on a Galega officinalis based food supplement

E Zecca , A A Zuppa , A D’Antuono , E Tiberi , L Giordano , T Pianini , C Romagnoli , – Efficacy of a galactogogue containing silymarin-phosphatidylserine and galega in mothers of preterm infants – Randomized Controlled Trial Eur J Clin Nutr. 2016 Oct;70(10):1151-1154. doi: 10.1038/ejcn.2016.86. Epub 2016 Jun 1

Tempo di lettura: 10 minuti           Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre 2020

La ricerca scientifica degli ultimi anni ha mostrato come i primi 1000 giorni di vita del lattante siano fondamentali. Durante questi giorni la mamma produce una media di 850 ml di latte al di, pari a 550 kcal. Per questo motivo è importante che la donna adotti corrette abitudini di vita ed alimentari che la sostengano efficacemente durante tutto il periodo dell’ allattamento. È fondamentale che ci sia una giusta integrazione nutraceutica per raggiungere un equilibrio psicofisico ottimale in delicato momento.

 

Da cosa è composto il latte materno?

Il latte materno, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, rappresenta il meglio dell’alimentazione infantile neonatale. In esso troviamo tutte le sostanze indispensabili per la crescita dei primi mesi:

  • Carboidrati
  • Proteine
  • Grassi
  • Acidi grassi saturi/polinsauturi/monoinsaturi
  • Colesterolo
  • Vitame A, C, D
  • Cobalamina
  • Oligoelementi come Calcio/ Magnesio/ Potassio/ Sodio

Troviamo anche componenti funzionali:

  • Anticorpi per la protezione dalle malattie
  • Ormoni che favoriscono il legame materno e regolano l’appetito
  • Cellule staminali che sostengono lo sviluppo e la riparazione di organi
  • Globuli bianchi che combattono le infezioni
  • Batteri benefici che proteggono il sistema digestivo del bambino
  • Prebiotici chiamati oligosaccaridi che promuovono la salute dell’intestino
  • Enzimi che sostengono il sistema digestivo e quello immunitario in fase di formazione
  • Nucleotidi e ormoni che favoriscono lo sviluppo di un regolare ritmo sonno-veglia

 

L’ alimentazione della donna durante l’ allattamento

L’85% del latte materno è costituito da acqua.  La donna dovrà incrementare quindi la quantità assunta di liquidi durante la giornata.

Durante l’allattamento esclusivo, le proteine vanno aumentate di circa18/ 21 gr nell’alimentazione giornaliera della donna, fino a che il latte materno rappresenta la parte sostanziale della dieta del bambino.
Un introito proteico insufficiente andrebbe ad accendere un meccanismo compensativo atto a conservare la massa magra andando a intaccare la composizione proteica del latte materno.
Sarebbe bene prediligere le proteine nobili provenienti dal mare, introducendo soprattutto una certa varietà di pesce, (es. pesce azzurro). In questo modo si facilita l’assunzione di iodio, il micronutriente importante per il funzionamento tiroideo di mamma e bambino.

Con un aumento del consumo di pesce si incentiva l’assunzione di DHA ed EPA, ovvero acidi grassi polinsaturi importanti per lo sviluppo celebrale. E’ fondamentale anche introdurre molti dei micronutrienti presenti nel latte con l’alimentazione e l’integrazione nutraceutica, poiché vengono trasferiti dalla mamma al bambino.
Questi sono importanti in quanto intervengono nello svolgimento delle funzioni metaboliche, ormonali e di sintesi. (es. ferro, calcio, zinco, selenio, fosforo, rame, iodio, fluoro. etc.)

 

Importanza di alcuni componenti strutturali del latte materno: micronutrienti e vitamine

Ferro
L’OMS e la FAO supportano l’importanza di una integrazione di ferro durante l’allattamento, in quanto arricchisce il latte materno giornalmente in una quantità che varia da 500 a 1000 mg die.
E ‘ anche raccomandato per compensare l’amenorrea e le eventuali carenze alimentari.
Si raccomanda quindi di passare da circa 11 mg al giorno a 18 mg / die soprattutto dopo la ripresa delle mestruazioni.
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Calcio
Calcio è fondamentale per raggiungere il picco di massa ossea nei primi anni di vita.
Il calcio è essenziale per lo sviluppo osseo neonatale, ma anche per il mantenimento di una giusta densità ossea nella mamma.Il fabbisogno aumenta durante l’allattamento, a causa della mobilizzazione dallo scheletro materno. La quantità giornaliera di calcio secreto nel latte materno è variabile (da 150 a 300 mg / die).
Una sua assunzione nella dieta inferiore a 300 mg / die porta ad una carenza durante questo delicato periodo.
È importante quindi reintegrare giornalmente.
Dopo lo svezzamento, grazie anche al recupero delle funzioni ormonali cicliche e soprattutto quella ovarica, le riserve di calcio vengono ripristinate.

Fosforo
Il Fosforo contribuisce all’assorbimento del calcio nell’ intestino (il rapporto è 1 atomo di fosforo ogni 2,5 di calcio), rafforza il potere rigenerativo delle cellule ed è fondamentale alla formazione ossea, nella produzione di energia e durante la crescita del piccolo. Il fosforo favorisce l’utilizzo delle vitamine da parte del corpo.
Una carenza di fosforo si traduce in demineralizzazione ossea, ritardo e alterazione nello sviluppo, disturbi cardiaci e neurologici.  L’Oms raccomanda l’assunzione di 1200 mg durante l’allattamento, contro gli 800 mg durante il resto della vita adulta.

Iodio
Iodio la carenza di iodio può portare a disturbi neurologici e ritardo dello sviluppo neurologico post natale.

Fluoro
Fluoro risulta importante soprattutto per lo sviluppo successivo dei denti nel lattante.

Zinco e rame
Il Larn di zinco durante l’allattamento è di 12 mg die. Lo zinco supporta il funzionamento del sistema immunitario ed insieme alla vitamina A gioca un ruolo importante nella sua modulazione. È un micronutriente indispensabile all’organismo, poiché agisce direttamente su una grande varietà di cellule immunitarie, contribuendo così allo sviluppo delle difese naturali del piccolo. Il rame invece favorisce l’assorbimento del ferro al livello intestinale e interviene nella modulazione della funzione tiroidea.

Vitamine

Acido folico (vit b9 o folacina)
I Larn dell’acido folico per le donne in allattamento sale a 350-400 ɥg die ovvero un aumento circa del 25% al giorno [10]. I folati svolgono un ruolo cruciale in molte reazioni metaboliche come la biosintesi di DNA e RNA, la metilazione dell’omocisteina in metionina e il metabolismo degli aminoacidi.
Livelli dietetici inadeguati possono causare anemia, leucopenia e trombocitopenia.
La loro biodisponibilità e la capacità di assorbimento dipendono dalla presenza negli alimenti di antinutrienti (es. fumonisina, micotossina di una specie di funghi contaminanti alcuni cereali crudi).
Le concentrazioni di folati nel latte materno aumentano progressivamente dal colostro al latte maturo, raggiungendo livelli molto più alti di quelli misurati nel plasma materno.

Vitamina D
Alte quantità di vitamina D sono contenute nell’olio di fegato di merluzzo e nei pesci grassi come l’aringa e il salmone ed il pesce azzurro mediterraneo, ma si trova anche in uova, burro, formaggi.
La sintesi endogena della vitamina D richiede l’esposizione alle radiazioni ultraviolette ad una certa frequenza. Ecco perché il picco della sintesi della vitamina D endogena cambia nelle diverse latitudini geografiche e in diversi orari del giorno. Per questo motivo la quantità di vit D presente nel latte materno può non essere sufficiente per la prevenzione dei deficit nel primo anno di vita e bisogna ricorrere ad un’integrazione esogena.

Vitamina A
Durante l’allattamento la donna presenta un maggior bisogno di vitamina A (Larn 950 ɥg die). Essa può essere assunta come tale con alimenti di origine animale (retinolo) o come provitamina (carotenoide) in alimenti di origine vegetale. Il colostro ne contiene grandi quantità (ecco perché la mamma deve integrarla) e da al lattante la possibilità di modulare il sistema immunitario.

Vitamina C
La quantità di vitamina c nel latte non supera mai a 150 μg/ml. La sua percentuale dipende dal tipo di alimentazione della mamma. Nel caso in cui non ci fosse un adeguato apporto tramite il cibo, si può sempre passare ad un’implementazione tramite integrazione nutraceutica. La sua presenza, concentrazione e biodisponibilità è importante per l’assorbimento al livello intestinale del ferro non-eme. La sua importanza è anche legata agli effetti antiossidanti e rigeneranti.

Vitamine del gruppo b 
La concentrazione delle vitamine b1 e b2 nel latte aumenta con l’integrazione alimentare e nutraceutica.
Esse sono molto importanti per il benessere del bambino ed hanno molteplici funzioni.

Sempre più spesso si ricorre all’integrazione di queste vitamine tramite nutraceutici in quanto, pur essendo molto diffuse negli alimenti, il metodo di cottura o/e quello di conservazione dei cibi ne altera il contenuto vitaminico.
La vitamina B12 nello specifico rientra anche nella formazione delle cellule del sangue.
Il colostro secreto nelle prime 48 h presenta un’alta concentrazione di questa vitamina.

 

Benefici del latte materno

L’alimentazione della mamma o la sua “malnutrizione” non apporta grandi cambiamenti sulla composizione del latte ma porta delle modifiche sostanziali sul microbioma presente favorendo la proliferazione di alcuni ceppi batterici alterando cosi la colonizzazione dei vari tratti intestinali del lattante. [12]

Questo andrà a compromettere l’equilibrio del sistema immunitario e la salute del bambino.

I bambini allattati al seno almeno per sei mesi sono più resistenti alle infezioni del tratto respiratorio e digerente, hanno una minore incidenza di otiti medie e presentano meno malattie croniche infiammatorie come la celiachia.

Una corretta alimentazione e integrazione è fondamentale anche per la salute dell’adulto che il bambino sarà. (l’allattamento al seno infatti si associa anche a un minore rischio di sviluppare diabete di tipo 2, ipertensione, ipercolesterolemia, alcuni tipi di tumore, osteoporosi)

 

Dispendio energetico della donna durante l’allattamento

L’allattamento comporta un certo dispendio energetico e di risorse da parte della mamma. Sin dai primi momenti la donna fornisce al suo bambino circa 500/600 gr di latte al giorno. Questa quantità arriverà velocemente a circa 900 gr totali giornalieri.

Il dispendio energetico per produrre questa quantità di latte arriva a circa 700 kcal/ die. La spesa energetica per la produzione del latte nei primi 4 mesi equivale alla spesa energetica di tutta la gravidanza. In una situazione di benessere, questi consumi non portano a nessuno squilibrio, ma ad un incremento inevitabile degli introiti calorici stando attenti soprattutto alla qualità del cibo.

In altri casi (madri estremamente giovani, disturbi alimentari, regimi alimentari carenziali, gravidanze gemellari, gravidanze ravvicinate, fumatrici etc.) è necessaria un’integrazione nutraceutica che assicuri il giusto apporto vitaminico e di elementi funzionali per assicurare il benessere della mamma e del bambino.

 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

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1. Adair LS Conseguenze a lungo termine dell’alimentazione e della crescita nella prima infanzia e possibili interventi preventivi. Nestlé Nutr. Inst. Workshop Ser. 2014; 78: 111–120. [ PubMed]

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5. ACT CLIN CROATA 2019 settembre; 58 (3): 481–490.doi: 10.20471/ acc.2019.58.03.12   Durata dell’allattamento al seno come predittore di abitudini di vita, sovrappeso e obesità infantili negli scolari di seconda e terza elementare in Croazia Maja Lang Morovic e Sanja Musić  Milanović

6. Società di Nutrizione Umana (SINU) LARN — Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed Energia per la Popolazione Italiana. SICS; Milano, Italia: 2014. pp. 1-655. IV Revisione.

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10.Lu WP, Lu MS, Li ZH, Zhang CX Effetti dell’integrazione multimicronutriente durante la gravidanza sulla crescita postnatale di bambini di età inferiore a 5 anni: una meta-analisi di studi randomizzati controllati. PIÙ UNO. 2014; 9: 629. doi: 10.1371 / journal.pone.0088496

11. Wagner CL, Greer FR Prevenzione del rachitismo e della carenza di vitamina D nei neonati, nei bambini e negli adolescenti. 2008;122: 1142-1152. doi: 10.1542 / peds.2008-1862.

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